Emanuele's profile.:: D£xt£r ::.PhotosBlogListsMore Tools Help

Clock

Loading...
Photo 1 of 33

Windows Media Player

.:: D£xt£r ::.

I Am The Strength Of The World
January 24

FINE RASSEGNA

LA RASSEGNA CONTINUA E MI HA FATTO PIACERE RICEVERE MOLTI PARERI FAVOREVOLI...PERCIO' GRAZIE RAGAZZI...
 
CMQ MI SONO RESO CONTO CHE E' DIFFICILE TROVARE TUTTE LE RECENSIONE DI TUTTI I GRUPPI PERCIO' ORA VI POSTERO' TUTTI I LINK DI MY SPACE DI TUTTI I GRUPPI ITALIANI POP-PUNK,SCREAMO E CHI PIU' NE HA PIU' NE METTA SPERANDO DI NON DIMENTICARE NESSUNO...SE DOVESSI DIMENTICARMI PERFAVORE AGGIUNGETE NEI COMMENTI IL LINK DELLO SPACE
 
 
 
IN ORDINE ALFABETICO:
 
A BREAK ON HEAVEN
 
A FALLEN STAR
 
A LAST FAILURE
 
A NEW DISEASE
 
A PERFECT TRAGEDY
 
BEDTIME FOR CHARLIE
 
BINARY SYSTEM WINS
 
BLAISE
 
BLEED IN VAIN
 
BROKEN LINE UP
 
DEFENCELESS ONE
 
DIRTY ASHES
 
DOOMSDAY
 
DRAIN THE DRAGON
 
HOPES DIE LAST
 
JET MARKET
 
LODE SHOOTING STAR
 
MELODY FALL
 
MY LAST FALL
 
NEW HOPE
 
RED SUMMER TAPE
 
STRENGTH APPROACH
 
STRIKE IT FASTER
 
THE MARCH OF SEASONS
 
THE VERA ESCAPE
 
TO KILL
 
YOUR HERO
 
 
 
MI SCUSO CON TUTTI GLI ALTRI GRUPPI CHE NON HO MESSO CHE SONO: Five O's , Hey Hey Radio! , JOKER , Jonas First Date , Let Me In , Lost , My Own Rush , My Sad Melody , Seven Jay , Temple Rents , The New Story , The Plus Nomination , Troubled Heads.
 
MI SCUSO CON TUTTI GLI ALTRI GRUPPI CHE NON CONOSCO....
...ECCO LA FINE DELLA RASSEGNA RAGASSUOLI MIEI...UN BACIO A TUTTI E RICORDATE...PERCHE CERCARE ALL'ESTERO QUELLO CHE ABBIAMO IN CASA???
January 22

LA QUIETE

OGGI LA QUIETE

 

Image Hosted by ImageShack.us

 

 

Al primo appuntamento con il disco sulla lunga distanza i romagnoli La Quiete non ci sono arrivati come una band di belle speranze bensì come una certezza. Una manciata di split, quasi tutti con formazioni di caratura europeo se non mondiale, sono stati più che sufficienti per accreditare i nostri come una delle formazione più talentuose in Europa alle prese con la materia emoviolence.

Per l’occasione i La Quiete rendono lievemente meno caotica la loro proposta (complice anche una registrazione più pulita e finalmente all’altezza), più articolata con le melodie che non vengono più soffocate dal umorismo ma a sprazzi emergono faticosamente dal muro sonoro. Anche la voce, che aveva suscito una leggera perplessità in più di qualcuno, ora sembra più efficace, carica e stridente, finalmente dotata del mordente necessario per esprimere al meglio le potenzialità dei brani.

Un discorso portato avanti con continuità dai ragazzi di Forlì che dalle esplosioni di puro caos del primo split con i francesi Acrimonie hanno pian piano reso i loro brani più accessibili e con parvenze di normalità. Forse dalla partenza non si direbbe, “Il Destino Di un Ombrello” presenta ritmi spezzati e convulsi e la loro proverbiale melodia soffocata da un flusso di note straziate. La seguente “Uncaged” è tra le migliori del disco, breve e intensa, con un lavoro di chitarra che si eleva imponente su tutto. L’altro gioiello del disco è “Raid Aereo Sul Paese Delle Farfalle”, esplosiva e travolgente grazie a un intreccio sensazionale sostenuto dalla voce sofferta più che mai. Decisamente riuscita risulta anche “Ciò che non siamo, ciò che non vogliamo” dal testo superlativo (da notare la citazione di Montale), così come la successiva title track, incredibilmente melodica ma per nulla scontata, fatta eccezione per la prolissa conclusione francamente evitabile. Si arriva al termine (dopo ventidue minuti, durata perfetta) passando per altri tre frammenti dolorosamente emotivi come “Super Omega” dal discreto arpeggio e “Merche Cunningham” – testo da applausi: “tutto succede in un attimo. l'immagine non è più un torrente che scorre fra le rocce. muovendosi dalla sorgente a dove sfocia” - e infine “Metempsicosi del fine ultimo: nevrastenica oscillazione fra poli estremi”, anche questa dalla struttura complessa – almeno quanto il titolo – e decisamente melodica per gli standard dei La Quiete.

L’unico neo che si può trovare in “La Fine Non E’ La Fine” è il trasporto e il coinvolgimento che a tratti – ma solo a tratti - cala d’intensità rispetto al passato in particolare agli occhi di chi apprezzava particolarmente l’estremismo dei romagnoli, guadagnando però in complessità di scrittura, e di conseguenza in longevità, e efficacia delle melodie. Perciò si può sicuramente additare “La Fine Non E’ La Fine” come l’ennesima perla fuoriuscita dal florido sottobosco screamo/emoviolence italiano.

 

SI RINGRAZIA PER L'ARTICOLO EMOTIONALBREAKDOWN.COM

 

per canzoni e video andate sullo space

  http://www.myspace.com/laquiete

 

FRIDAY STAR

COME NON PARLARE DEL MITICO GRUPPO DI UN MIO AMICO (MARTINO) NEO PAPA' DA ORAMAI 10 MESI ED EX BATTERISTA DI UNO DEI GRUPPI PIU FAMOSI D'ITALIA....I FRIDAY STAR
 

Image Hosted by ImageShack.us 

I Friday Star nascono a Roma nel 2000 dal desiderio di tre amici, Gianni, Andrea e Martino, legati in particolar modo alla scena punk e hardcore Romana, di formare un gruppo che potesse seguire un genere, l'emo-punk, molto apprezzato negli USA e ancora poco conosciuto in Italia. Il tutto nasce quasi per gioco come progetto parallelo al gruppo hardcore Stainless Delight dove Andrea e soprattutto Gianni suonavano da diversi anni. Alla fine del 2000 gli Stainless Delight si sciolgono permettendo a Gianni e Andrea di dedicarsi al 100% ai Friday Star. Già dal principio il trio trova subito un ottima sintonia artistica e compositiva cosa che gli permette di creare una musica potente, diretta e con una forte impronta melodica. I gruppi a cui vengono principalmente avvicinati sono Gameface, Ataris, Alkaline Trio e Samiam, anche se poi in molti notano una forte personalità che allontana l'idea che il gruppo sia un clone di altri più noti. Dopo circa un anno di vita e diverse esibizioni dal vivo, le cui critiche sono state spesso positive, i Friday decidono di incidere un demo di 4 tracce che chiameranno "...long life debut" e che avrà un ottimo riscontro su Internet e su varie riviste musicali e non. In effetti "...long life debut" è stato un ottimo trampolino di lancio che ha portato i Friday Star tra i migliori gruppi nella scena emo Italiana, permettendo in seguito di fare da spalla in vari concerti a gruppi del calibro di Hot Water Music, Promise Ring, New End Original, Propagandhi, Queers, Undeclinable e tanti altri pezzi grossi della scena internazionale. Nell'estate del 2001 la Red Hair Records, neonata etichetta Milanese nota per aver realizzato una compilation con gruppi famosissimi come New Found Glory e Shandon, contatta il gruppo interessata ad una collaborazione che porterà all'uscita dello split con il noto gruppo pop-punk Belga "Square One" uscito nell'Ottobre del 2002 in coproduzione con la Ammonia Records, attuale etichetta rappresentante del gruppo, e distribuito in Italia dalla SONY/V2. Le ottime vendite dei dischi, le apparizioni dal vivo in TV nazionali come ReteA-Allmusic e RockTV, e le numerose esibizioni dal vivo fanno si che i Friday Star siano uno dei pochi gruppi del centro sud Italia nell'ambito del punk ad essere riuscito farsi strada e a prendere una scia di crescita costante. Nel Giugno del 2003 hanno terminato le registrazioni del loro primo album su lunga durata, chiamato "Defenceless" prodotto e pubblicato da Ammonia/V2 nell'Ottobre 2003.Si sciolgono purtroppo nel 2005
 
SI ringrazia per l'articolo hatetv.it
 
Se volete vedere video e sentire canzoni basta andare sullo space,ovvero:
January 21

HOPES DIE LAST

Image Hosted by ImageShack.us

 

Ecco che dopo un’anno dalla loro formazione, gli Hopes Die Last (da non confondere con la band straniera hardcore Hope Dies Last) fanno venire alla luce il loro primo lavoro, intitolato “Aim For Tomorrow”. Senza pregiudizi ne pretese, metto il disco nel lettore. Quello che esce dalle casse e’ un suono che ormai sta diventando quasi scontato alle mie orecchie; pop punk - emo wannabe con degli spunti screamo pop in stile d’oltreoceano. Vorrei appunto precisare che di emo qua dentro non ce n’è neanche un po; l’etichetta “emozionale” é invece più che giusta. Detto questo le canzoni non sono per niente male considerando la giovane età del gruppo. Spesso ricordano gruppi come Friday Star (“In Our Eyes”) Vanilla Sky (“Waiting”) Hawthorne Heights? (“Spark Of Life”) e quindi la vera pecca di questo disco é la poca originalità. Discorso questo che non é la prima volta che faccio; pochi gruppi riescono ad iniziare una carriera musicale (o un primo disco) senza dimostrare le loro radici.

Buona la produzione, buona l’esecuzione – soprattutto vista l’eta’ cosi’ giovane del gruppo. La prima voce (Marco) ancora non convince, forse ancora un po’ aspra. Gli screams invece mi sono piaciuti di più, ben impostati. Riguardo a quest’ultimi nella struttura delle canzoni però sinceramente avrei preferito un’uso più frequente; come sono ora, messi qua e là per fare bella figura lasciano soltanto incerto l’ascoltatore.

Come avevo detto prima, gli strumenti dimostrano abbastanza maturita’ anche se nei limiti dettati dalla natura compositiva delle canzoni. Particolarmente piacevoli “We Still Run…” in una chiave più hardcore melodico alla Sick Of Change (anche se forse un po’ troppo ripetitiva) “I Know That She’ll Come Back” (anche se si stenta a credere che non siano i Vanilla Sky). Ottima idea la traccia strumentale “1999” e veramente bella la fine dell’ultima “Waiting”, con l’uso del violino (e’ un mio punto debole…)

Non ho prestato moltissima attenzione ai testi ma quel poco che ho captato era buono anche se non eccezionale.

Cosi’ come stanno, gli Hopes Die Last, la vedo dura riescano a sfondare – con un prossimo full-length (e che stavolta sia di minimo 10 canzoni!) spero vivamente mettano qualcosa di molto più personale in quello che fanno (la grinta almeno ce la mettono)

 

SI RINGRAZIA MATTEO DI emotionalbreakdown.com

 

Per ascoltare canzoni e vedere video basta andare su loro my space

http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendid=24592173

January 19

GAIA CORPORATION

Image Hosted by ImageShack.us

Nati come un side-projet per contenere la parte più rabbiosa ed energica della creatività di Vinx dei Vanilla Sky, i The Gaia Corporation acquistano sempre più credibilità fino a poter essere considerati come un vero gruppo che vive autonomamente di linfa propria. La band oltre al già citato Vinx, annovera al suo interno anche un altro componente dei Vanilla Sky (Brian), ai quali si aggiungono Leo dei 9MM, Paolo dei Face the Fact e Kikko degli ex Remove.

Come i dischi delle altre band Wynona, anche questo suona molto bene, ben registrato e impeccabile a livello sonoro; in più, a differenza dei precedenti lavori della casa discografica, quello dei The Gaia Corporation, in quanto più potente mette anocor più in risalto queste caratteristiche.

Cinque pezzi di buon Hardcore, screamo, arricchiti da un accompagnamento di tastiere e synth che conferiscono un tocco originale e personale al tutto. Brani che scorrono veloci e potenti, ma che a tratti ci ricordano i My Chemical Romance, di cui i ragazzi saranno estimatori. Da segnalare come costante del lavoro un utilizzo impeccabile della voce, che riesce in ogni brano a trasmettere la rabbia e la potenza, anche nella cover insolita (ma bella) di "wonderwall" degli Oasis.





Tracklist
1.The day mother heart quit living
2. The deadline
3. Pitchblack
4. Wonderwall                                                                                                                                                                                    5. One of a kind

SI ringrazia per l'articolo MUSICCLUB                                                                                                                                                         

per ascoltare canzoni e vedere i loro video andate sul loro space http://www.myspace.com/thegaiacorporation