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    January 24

    FINE RASSEGNA

    LA RASSEGNA CONTINUA E MI HA FATTO PIACERE RICEVERE MOLTI PARERI FAVOREVOLI...PERCIO' GRAZIE RAGAZZI...
     
    CMQ MI SONO RESO CONTO CHE E' DIFFICILE TROVARE TUTTE LE RECENSIONE DI TUTTI I GRUPPI PERCIO' ORA VI POSTERO' TUTTI I LINK DI MY SPACE DI TUTTI I GRUPPI ITALIANI POP-PUNK,SCREAMO E CHI PIU' NE HA PIU' NE METTA SPERANDO DI NON DIMENTICARE NESSUNO...SE DOVESSI DIMENTICARMI PERFAVORE AGGIUNGETE NEI COMMENTI IL LINK DELLO SPACE
     
     
     
    IN ORDINE ALFABETICO:
     
    A BREAK ON HEAVEN
     
    A FALLEN STAR
     
    A LAST FAILURE
     
    A NEW DISEASE
     
    A PERFECT TRAGEDY
     
    BEDTIME FOR CHARLIE
     
    BINARY SYSTEM WINS
     
    BLAISE
     
    BLEED IN VAIN
     
    BROKEN LINE UP
     
    DEFENCELESS ONE
     
    DIRTY ASHES
     
    DOOMSDAY
     
    DRAIN THE DRAGON
     
    HOPES DIE LAST
     
    JET MARKET
     
    LODE SHOOTING STAR
     
    MELODY FALL
     
    MY LAST FALL
     
    NEW HOPE
     
    RED SUMMER TAPE
     
    STRENGTH APPROACH
     
    STRIKE IT FASTER
     
    THE MARCH OF SEASONS
     
    THE VERA ESCAPE
     
    TO KILL
     
    YOUR HERO
     
     
     
    MI SCUSO CON TUTTI GLI ALTRI GRUPPI CHE NON HO MESSO CHE SONO: Five O's , Hey Hey Radio! , JOKER , Jonas First Date , Let Me In , Lost , My Own Rush , My Sad Melody , Seven Jay , Temple Rents , The New Story , The Plus Nomination , Troubled Heads.
     
    MI SCUSO CON TUTTI GLI ALTRI GRUPPI CHE NON CONOSCO....
    ...ECCO LA FINE DELLA RASSEGNA RAGASSUOLI MIEI...UN BACIO A TUTTI E RICORDATE...PERCHE CERCARE ALL'ESTERO QUELLO CHE ABBIAMO IN CASA???
    January 22

    LA QUIETE

    OGGI LA QUIETE

     

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    Al primo appuntamento con il disco sulla lunga distanza i romagnoli La Quiete non ci sono arrivati come una band di belle speranze bensì come una certezza. Una manciata di split, quasi tutti con formazioni di caratura europeo se non mondiale, sono stati più che sufficienti per accreditare i nostri come una delle formazione più talentuose in Europa alle prese con la materia emoviolence.

    Per l’occasione i La Quiete rendono lievemente meno caotica la loro proposta (complice anche una registrazione più pulita e finalmente all’altezza), più articolata con le melodie che non vengono più soffocate dal umorismo ma a sprazzi emergono faticosamente dal muro sonoro. Anche la voce, che aveva suscito una leggera perplessità in più di qualcuno, ora sembra più efficace, carica e stridente, finalmente dotata del mordente necessario per esprimere al meglio le potenzialità dei brani.

    Un discorso portato avanti con continuità dai ragazzi di Forlì che dalle esplosioni di puro caos del primo split con i francesi Acrimonie hanno pian piano reso i loro brani più accessibili e con parvenze di normalità. Forse dalla partenza non si direbbe, “Il Destino Di un Ombrello” presenta ritmi spezzati e convulsi e la loro proverbiale melodia soffocata da un flusso di note straziate. La seguente “Uncaged” è tra le migliori del disco, breve e intensa, con un lavoro di chitarra che si eleva imponente su tutto. L’altro gioiello del disco è “Raid Aereo Sul Paese Delle Farfalle”, esplosiva e travolgente grazie a un intreccio sensazionale sostenuto dalla voce sofferta più che mai. Decisamente riuscita risulta anche “Ciò che non siamo, ciò che non vogliamo” dal testo superlativo (da notare la citazione di Montale), così come la successiva title track, incredibilmente melodica ma per nulla scontata, fatta eccezione per la prolissa conclusione francamente evitabile. Si arriva al termine (dopo ventidue minuti, durata perfetta) passando per altri tre frammenti dolorosamente emotivi come “Super Omega” dal discreto arpeggio e “Merche Cunningham” – testo da applausi: “tutto succede in un attimo. l'immagine non è più un torrente che scorre fra le rocce. muovendosi dalla sorgente a dove sfocia” - e infine “Metempsicosi del fine ultimo: nevrastenica oscillazione fra poli estremi”, anche questa dalla struttura complessa – almeno quanto il titolo – e decisamente melodica per gli standard dei La Quiete.

    L’unico neo che si può trovare in “La Fine Non E’ La Fine” è il trasporto e il coinvolgimento che a tratti – ma solo a tratti - cala d’intensità rispetto al passato in particolare agli occhi di chi apprezzava particolarmente l’estremismo dei romagnoli, guadagnando però in complessità di scrittura, e di conseguenza in longevità, e efficacia delle melodie. Perciò si può sicuramente additare “La Fine Non E’ La Fine” come l’ennesima perla fuoriuscita dal florido sottobosco screamo/emoviolence italiano.

     

    SI RINGRAZIA PER L'ARTICOLO EMOTIONALBREAKDOWN.COM

     

    per canzoni e video andate sullo space

      http://www.myspace.com/laquiete

     

    FRIDAY STAR

    COME NON PARLARE DEL MITICO GRUPPO DI UN MIO AMICO (MARTINO) NEO PAPA' DA ORAMAI 10 MESI ED EX BATTERISTA DI UNO DEI GRUPPI PIU FAMOSI D'ITALIA....I FRIDAY STAR
     

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    I Friday Star nascono a Roma nel 2000 dal desiderio di tre amici, Gianni, Andrea e Martino, legati in particolar modo alla scena punk e hardcore Romana, di formare un gruppo che potesse seguire un genere, l'emo-punk, molto apprezzato negli USA e ancora poco conosciuto in Italia. Il tutto nasce quasi per gioco come progetto parallelo al gruppo hardcore Stainless Delight dove Andrea e soprattutto Gianni suonavano da diversi anni. Alla fine del 2000 gli Stainless Delight si sciolgono permettendo a Gianni e Andrea di dedicarsi al 100% ai Friday Star. Già dal principio il trio trova subito un ottima sintonia artistica e compositiva cosa che gli permette di creare una musica potente, diretta e con una forte impronta melodica. I gruppi a cui vengono principalmente avvicinati sono Gameface, Ataris, Alkaline Trio e Samiam, anche se poi in molti notano una forte personalità che allontana l'idea che il gruppo sia un clone di altri più noti. Dopo circa un anno di vita e diverse esibizioni dal vivo, le cui critiche sono state spesso positive, i Friday decidono di incidere un demo di 4 tracce che chiameranno "...long life debut" e che avrà un ottimo riscontro su Internet e su varie riviste musicali e non. In effetti "...long life debut" è stato un ottimo trampolino di lancio che ha portato i Friday Star tra i migliori gruppi nella scena emo Italiana, permettendo in seguito di fare da spalla in vari concerti a gruppi del calibro di Hot Water Music, Promise Ring, New End Original, Propagandhi, Queers, Undeclinable e tanti altri pezzi grossi della scena internazionale. Nell'estate del 2001 la Red Hair Records, neonata etichetta Milanese nota per aver realizzato una compilation con gruppi famosissimi come New Found Glory e Shandon, contatta il gruppo interessata ad una collaborazione che porterà all'uscita dello split con il noto gruppo pop-punk Belga "Square One" uscito nell'Ottobre del 2002 in coproduzione con la Ammonia Records, attuale etichetta rappresentante del gruppo, e distribuito in Italia dalla SONY/V2. Le ottime vendite dei dischi, le apparizioni dal vivo in TV nazionali come ReteA-Allmusic e RockTV, e le numerose esibizioni dal vivo fanno si che i Friday Star siano uno dei pochi gruppi del centro sud Italia nell'ambito del punk ad essere riuscito farsi strada e a prendere una scia di crescita costante. Nel Giugno del 2003 hanno terminato le registrazioni del loro primo album su lunga durata, chiamato "Defenceless" prodotto e pubblicato da Ammonia/V2 nell'Ottobre 2003.Si sciolgono purtroppo nel 2005
     
    SI ringrazia per l'articolo hatetv.it
     
    Se volete vedere video e sentire canzoni basta andare sullo space,ovvero:
    January 21

    HOPES DIE LAST

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    Ecco che dopo un’anno dalla loro formazione, gli Hopes Die Last (da non confondere con la band straniera hardcore Hope Dies Last) fanno venire alla luce il loro primo lavoro, intitolato “Aim For Tomorrow”. Senza pregiudizi ne pretese, metto il disco nel lettore. Quello che esce dalle casse e’ un suono che ormai sta diventando quasi scontato alle mie orecchie; pop punk - emo wannabe con degli spunti screamo pop in stile d’oltreoceano. Vorrei appunto precisare che di emo qua dentro non ce n’è neanche un po; l’etichetta “emozionale” é invece più che giusta. Detto questo le canzoni non sono per niente male considerando la giovane età del gruppo. Spesso ricordano gruppi come Friday Star (“In Our Eyes”) Vanilla Sky (“Waiting”) Hawthorne Heights? (“Spark Of Life”) e quindi la vera pecca di questo disco é la poca originalità. Discorso questo che non é la prima volta che faccio; pochi gruppi riescono ad iniziare una carriera musicale (o un primo disco) senza dimostrare le loro radici.

    Buona la produzione, buona l’esecuzione – soprattutto vista l’eta’ cosi’ giovane del gruppo. La prima voce (Marco) ancora non convince, forse ancora un po’ aspra. Gli screams invece mi sono piaciuti di più, ben impostati. Riguardo a quest’ultimi nella struttura delle canzoni però sinceramente avrei preferito un’uso più frequente; come sono ora, messi qua e là per fare bella figura lasciano soltanto incerto l’ascoltatore.

    Come avevo detto prima, gli strumenti dimostrano abbastanza maturita’ anche se nei limiti dettati dalla natura compositiva delle canzoni. Particolarmente piacevoli “We Still Run…” in una chiave più hardcore melodico alla Sick Of Change (anche se forse un po’ troppo ripetitiva) “I Know That She’ll Come Back” (anche se si stenta a credere che non siano i Vanilla Sky). Ottima idea la traccia strumentale “1999” e veramente bella la fine dell’ultima “Waiting”, con l’uso del violino (e’ un mio punto debole…)

    Non ho prestato moltissima attenzione ai testi ma quel poco che ho captato era buono anche se non eccezionale.

    Cosi’ come stanno, gli Hopes Die Last, la vedo dura riescano a sfondare – con un prossimo full-length (e che stavolta sia di minimo 10 canzoni!) spero vivamente mettano qualcosa di molto più personale in quello che fanno (la grinta almeno ce la mettono)

     

    SI RINGRAZIA MATTEO DI emotionalbreakdown.com

     

    Per ascoltare canzoni e vedere video basta andare su loro my space

    http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendid=24592173

    January 19

    GAIA CORPORATION

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    Nati come un side-projet per contenere la parte più rabbiosa ed energica della creatività di Vinx dei Vanilla Sky, i The Gaia Corporation acquistano sempre più credibilità fino a poter essere considerati come un vero gruppo che vive autonomamente di linfa propria. La band oltre al già citato Vinx, annovera al suo interno anche un altro componente dei Vanilla Sky (Brian), ai quali si aggiungono Leo dei 9MM, Paolo dei Face the Fact e Kikko degli ex Remove.

    Come i dischi delle altre band Wynona, anche questo suona molto bene, ben registrato e impeccabile a livello sonoro; in più, a differenza dei precedenti lavori della casa discografica, quello dei The Gaia Corporation, in quanto più potente mette anocor più in risalto queste caratteristiche.

    Cinque pezzi di buon Hardcore, screamo, arricchiti da un accompagnamento di tastiere e synth che conferiscono un tocco originale e personale al tutto. Brani che scorrono veloci e potenti, ma che a tratti ci ricordano i My Chemical Romance, di cui i ragazzi saranno estimatori. Da segnalare come costante del lavoro un utilizzo impeccabile della voce, che riesce in ogni brano a trasmettere la rabbia e la potenza, anche nella cover insolita (ma bella) di "wonderwall" degli Oasis.





    Tracklist
    1.The day mother heart quit living
    2. The deadline
    3. Pitchblack
    4. Wonderwall                                                                                                                                                                                    5. One of a kind

    SI ringrazia per l'articolo MUSICCLUB                                                                                                                                                         

    per ascoltare canzoni e vedere i loro video andate sul loro space http://www.myspace.com/thegaiacorporation

    January 18

    Per Te...Grazie di tutto

    Vorrei riuscire a scrivere qualcosa per dire tutto cio' che ho dentro di me in questo periodo di merda. Questo e' culminato con la perdita di colei che sosteneva la mia vita. Io questo non riesco a sopportarlo e vorrei tanto tornare indietro,ma la cazzata ormai e' stata tratta e non posso farlo perche forse e' la scelta giusta per non farti soffrire ancora. Non scordero' mai i 2 anni (quasi) in cui siamo stati insieme,anche perche sono stati i piu' belli della mia vita. Anzi i piu' belli in assoluto. Sei stata il mio mondo in cui rifugiarmi dal di fuori e la mia unica ragione di vita. Spero che tu possa leggere queste poche parole che ti sto scrivendo e spero che tu non sia incazzata per colpa mia. Io ti auguro ogni bene e tanta fortuna dalla vita sperando che tu possa trovare qualcuno capace di farmi dimenticare da te. Ti ho amato,ti amo e ti amero' sempre per il resto della mia vita. LO GIURO. Per te e' la canzone del blog...
     
     
    The drops of rain they fall all over
    This awkward silence makes me crazy
    The glow inside burns light upon her
    I'll try to kiss you if you let me
    (this can't be the end)

    Tidal waves they rip right through me
    Tears from eyes worn cold and sad
    Pick me up now, I need you so bad

    Down down down down
    Down down down down
    It gets me so
    Down down down down
    Down down down down
    It gets me so

    Your vows of silence fall all over
    The look in your eyes makes me crazy
    I feel the darkness break upon her
    I'll take you over if you let me
    (You did this)

    Tidal waves they rip right through me
    Tears from eyes worn cold and sad
    Pick me up now, I need you so bad.

    Down down down down
    Down down down down
    It gets me so
    Down down down down
    Down down down down
    It gets me so

    Vanilla sky

    ALTRO GIORNO ALTRO GRUPPO....OGGI VANILLA SKY
     
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    I Vanilla Sky sono una band pop punk rock romana, nata nel 2002. Una delle poche band italiane che ha cercato di acquisire visibilita a livello mondiale. I giovani teen-ager, all età media di 19 anni, hanno sfondato partendo da Viterbo, Roma e altre città del Lazio, facendo breccia nel cuore dei loro ascoltatori. Avendo riscosso un notevole successo nel loro tour giapponese, sono tutt'ora ascoltati in tutto il mondo. Uscirà nell' Aprile 2007 il loro primo full lenght edito da una Major (Universal Music).
     

    Membri

    • Brian: vocals and guitar
    • Vinx: vocals and guitar
    • Cisco: bass and backing vocals
    • Luka: drummer and backing vocals
     

    Discografia

    • Play it if you can't say it (5 songs ep - 2002)
    • Too Loud For You (4 bands split cd - 2003)
    • The Rest Is History (5 bands split cd (only Japan) - 2003)
    • Waiting for Something (2004)
    • Vanilla Sky Tour edition -limited 1000 edition- (2006)
     SI RINGRAZIA PER L'ARTICOLO WIKIPEDIA
     
    per vedere video e ascoltare song andate sullo space:
    January 17

    9MM

    CONTINUIAMO CO LA RASSEGNA...OGGI PARLIAMO DEI 9MM

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    Nuova produzione in casa Wynona Records, questa volta il disco in questione è il secondo lavoro dei romani 9MM. "On the edge" ci presenta uno stile ben definito sulla scia del punk che strizza l'occhio al pop, come già altre band militanti sotto questa etichetta genovese hanno proposto con successo. C'è molto emo ma anche molta energia in questo album e lo si nota già dalla prima traccia "So scared", dove da potenti riff e avvolgenti ritmi stoppati, si dipana una melodia estremamente orecchiabile.

    Con il passare delle tracce lo stile prende forma giocando con divagazioni hardcore in "The dance" o "Endless walk", dove lo screaming raggiunge il suo apice. Ritmi hardcore melodico emergono prepotentemente in "Late night drive" mentre "You helped me" è più votata al pop lento, con incursioni di piano ed effetti elettronici. La produzione vede tra l'altro il nome di Brian dei Vanilla Sky, il quale ha sicuramente svolto il suo compito di indirizzare la band verso sonorità molto "catchy".

    La frenesia di pezzi come "Hate & love" si sposa con la vena più introspettiva di "Way back home", creando un ottimo disco da esportazione. La Wynona Records ce la sta mettendo tutta per esportare il made in Italy in ambito musicale e creare una scena italiana di qualità, e i risultati si notano. I 9MM hanno tutte le carte in regola per continuare questa tradizione con suoni e talento che non hanno nulla da invidiare alle band straniere dello stesso genere.

    SI ringrazia la winona record per la recensione

    per vedere video e song andate sul myspace dei 9mm                                             http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendID=29251709

    January 15

    THE FIRE

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    COMINCIO ORA LA RASSEGNA DEI GRUPPI POP PUNK ITALIANI CHE MOLTO STRANAMENTE IN ITALIA NON SONO CONOSCIUTI
     
    Volevo parlarvi di un gruppo veramente forte nato nell'anno appena trascorso...i The Fire è la nuova band con la voce degli Shandon, Olly piu tutti i membri del gruppo Madbones.La volontà di creare il gruppo nasce dalla voglia di Olly di risollevarsi dopo lo scioglimento degli Shandon e dalla scomparsa di Ixis, suo grande amico e componente del duo di dj punk-billy-ska-core Ixis&Steve, e i grandi amici Andre,Lou,Pelo e Alecs dei Madbones decidono di affiancarlo nella nuova avventura. Da questa serie di motivi nasce e vede la sua pubblicazione e distribuzione il 31 Marzo 2006 "Loverdrive",un album estremamente coraggioso, che lascia spiazzati diversi ascoltatori che pensavano di trovarsi al "solito" album punk, vista la derivazione dei componenti. In realtà, il disco è una fusione di diversi stili, certo il background punk rimane, ma rimane come uno sfondo sbiadito su un primo piano ora rock, ora glam, ora garage,a volte quasi hardcore, in seguito alla volontà espressa di "non voler suonare,farsi sentire punk". Punti di forza sono sicuramente la voce di Olly, una delle più belle e apprezzate voci maschili italiane ed europee, anche da coloro non amanti del genere ma che hanno potuto sentirlo,che si dimostra ora cattiva negli screaming di Waitin' for,ora malinconica in Unwish, ora triste ed arrabbiata in Ixis,impreziosendo ulteriormente un album dalle musiche estremamente valide e spesso catchy (Suicide Girls e Emily un esempio su tutti). Sicuramente,oltre a una forte amalgama e amicizia che dura da anni tra Olly e gli altri (le collaborazioni tra Madbones e Shandon non si contano, Punx Crew un progetto su tutti), il punto di forza dei The Fire rimangono i live, dove il gruppo dà davvero il meglio di sè,con presenza scenica molto coinvolgente e disponibilità col pubblico prima, durante e dopo gli show. A fine Novembre 2006 esce l'edizione natalizia di "Loverdrive" con due canzoni inedite tra cui la stupenda "Christmas Tale",mentre il gruppo continua instancabile il tour che lo porta in giro per l'Italia e per l'Europa e si appresta a far uscire il video di Emily.
     
    SI RINGRAZIA PER L'ARTICOLO PROGETTO PUNK E WIKIPEDIA...
     
    PER ASCOLTARE EMILY E ALTRE 3 TRACCE BASTA ANDARE SULLO SPACE DEI THE FIRE http://www.myspace.com/thefirerock
    MENTRE PER VEDERE IL VIDEO DI EMILY BASTA ANDARE SU QUEST'ALTRO LINK
     
     

    Concerto Dirty Ashes 13/01@ Traffic

    Serata a dir poco spettacolare...Primi a scendere nell'arena i Rotten apple...Sound abbastanza carino ma povero di invettiva. Voto: 5 e mezzo. Dopo tocca a i Let Me In gruppo di brescia che mangia manzotin, a loro dire, e non ci sono parole. Il batterista co quei piedi non si riusciva a capire cosa facesse, aggiungi poi cambi di tempo spettacolari e voci veramente bellissime e ottieni il risultato. Quindi complimenti ai Let Me In. Voto: 8 + . Ultimo gruppo ad esibirsi sono i Dirty Ashes, di cui sono scarrozzatore ufficiale. Andrea e soci entrano sapendo di non essere loro la band per la quale tutta quella gente e' venuta. Iniziano a suonare e gia' vedo le prime teste che mantengono il ritmo sulle note di adriano (il batterista). Finisce la prima canzone grandi applausi cominciano a riecheggiare nel piccolo stanzino del traffic. Continuano con I'm Not Ok dei My Chem per continuare ancora una 20ina di minuti. Via via il pubblico e' tutto per loro, sono loro le star della serata. Un gruppo di giovani ragazzi che divertendosi sono arrivati cosi lontano, ma non ancora abbastanza per le loro potenzialita'. Alla fine applausi a scena aperta da parte dei piu' importanti musicisti della scena punk di roma tra i quali megha(9mm),vinx(vanilla sky),leonardo(gaia corporation & 9mm),lucio(blaise) e kikko(gaia corporation). E se non bastasse vengono contattati anche dalla Fast Forward Booking per coronare cosi una serata perfetta. Voto: 10 e lode. Complimenti a tutti voi ragazzi, complimenti ad adriano, mattia, valerio, alessandro e soprattuo ad andrea che mi sopporta ancora dopo 15 anni di amicizia e aggiungerei viceversa. Siete diventati un gruppo ragazzi. DAJE
     
    p.s note negative? dissapori con gli ospiti,ma si sapeva sarebbe finita cosi...una bacio agli ospiti quindi
    January 13

    I Laziali

    Ci sono degli eventi cosmici, che so’ uno scudetto guadagnato perché la squadra di testa perde per autorete sotto un diluvio universale, un derby vinto ogni tanto, che riportano all’attenzione collettiva una categoria che, per il resto del tempo, se ne sta confusa tra le pieghe del tessuto sociale senza dare prova di sé, insomma “se ‘nguatta”: i laziali.

    L’osservatore, allora, più per spirito di indagine che per reale interesse, cioè solitamente nun ce ne po’ fregà de meno, si interroga sulla quintessenza di questa categoria non senza cogliere alcuni spunti interessanti.Prendiamo le origini.La Roma ha, indubbiamente, il suo fondatore in Romolo. A lui è dedicato il colle del Campidoglio con la splendida lupa bronzea che allatta i due gemelli.I laziali, forse, potrebbero identificarsi nella stirpe di Remo e le ragioni sarebbero duplici. La prima è che pare che all’epoca altre famiglie non ve ne fossero in giro dalle nostre parti, la seconda è che Remo è pur sempre lo sconfitto del primo derby della Storia locale, il che riporterebbe immediatamente alla quintessenza dello spirito laziale: l’idolatria della sconfitta secondo il motto “soffro godendo e godo soffrendo” che ne orienta costantemente gli umori nell’approccio alla Città Eterna.Del resto, sembra che Remo dopo la sconfitta sia emigrato all’estero  (a Siena si dice, e ivi pare abbia fondato una fiorente industria laniera con le pecore che si era portato appresso) recando seco i cimeli di famiglia. Un po’ come la dirigenza laziale che è scappata dopo aver svuotato la bacheca di Formello.Un’altra ipotesi colloca le origini laziali nei Curiazi, anch’essi sconfitti in un derby dopo aver finito il primo tempo in superiorità numerica. Qui i raffronti si fanno più incerti, ma non meno attendibili. In fondo i Curiazi erano i vicini di casa dell’epoca che protestavano perché i romani, e romanisti,  facevano troppa caciara. Ecco,  questo “essere contro” la città che li ospita è certamente un altro tratto fisiognomico e sociologico dei laziali.Se hai l’ardire di chiedere ad uno di loro perché è laziale, la prima frase che ti risponde è  “perché odio i romanisti” seguita da: “i romanisti so’ troppo romani, noi siamo diversi”, vale a dire, stranieri in patria, esuli nel cortile de casa loro, perseguitati per scelta e vocazione. Laziali, appunto.La storia sportiva conferma e non smentisce le origini leggendarie.Nata nel 1900 come Società Sportiva Podistica Lazio, la Lazio tratteggia con le sue scelte gli orientamenti dei propri tifosi. In fondo cosa si impara in una società sportiva se non a correre? E la corsa non simboleggia la fuga? E’ come se la AS Roma si fosse chiamata Associazione Sportiva Dàmose Roma. Ma dai. Stamo a scherza'?! I colori prescelti, che aulicamente i laziali riconnettono alla tradizione greca, sono chiaramente fraintesi visto che se uno guarda la maglia di quel celestino slavato non dice: “toh, la bandiera greca”,  dice “ma che robba insulsa è questa?”. Insomma i laziali so’ pure daltonici. Il simbolo dell’aquilotto, poi, più che alle aquile imperiali riporta all’emblema della forestale e qui si affacciano i primi riferimenti iconografici agresti che fanno dei laziali la prima, e forse l’ultima, tifoseria agropastorale della storia calcistica. Dal punto di vista topografico e toponomastico anche la collocazione si presenta problematica.Non c’è infatti una zona di Roma o della Regione che possa definirsi laziale e questo se per molti versi consola, per altri preoccupa. I laziali, infatti, non sono come i clivensi o i sampdoriani che si possano collocare geograficamente in un sito specifico così che essi potrebbero essere ovunque. Il loro mimetismo d’altra parte è tradizionale. Dopo un derby perso, infatti, il laziale invece di rivendicare la propria appartenenza, scopre altre discipline sportive: il tamburello, la ruzzola, le  bocce, e magari si avvede che in quelle discipline  un’oscura articolazione della Polisportiva Lazio si sta facendo valere.  E allora  gonfia il petto ed afferma: “avremo pure perso il derby, ma alla bocciofila portuense v’amo fatto un culo così”. La collocazione popolare, comunque, li alloca  in massa nell’agro romano, tra dolci colline e mansuete greggi. Ameni luoghi dai quali si trasferiscono a Roma mal volentieri e quasi sempre in occasione dell’evento sportivo. Essi, allora, non vengono a Roma: menano le greggi, e se seguono la squadra fuori Roma non vanno in trasferta: transumano.A onor del vero, questa diceria del volgo parrebbe ingiustificata visto che la Polisportiva Lazio nasce nel 1900 nel quartiere Prati, meglio noto ora per essere la sede dei Tribunali e di importanti studi professionali. Purtuttavia, se si esamina un dagherrotipo del quartiere nel 1900, il quartiere Prati si presenta in modo singolarmente corrispondente al suo nome e, mi consentirete, il passo tra prati e greggi è assai breve. Ciò detto e precisato, va pure affermato che il derby del 10 dicembre 2006 è stato vinto dalla Lazio con pieno merito, anche se è certo se la Roma fosse scesa in campo il risultato poteva essere diverso. Né i romanisti potrebbero accampar scuse sul fatto che la Roma è impegnata su più fronti (campionato, champions’, coppa Italia) perché anche la Lazio è altrettanto impegnata in diversi tornei: calcio, fisco, processi.  E sono impegni, specie gli ultimi due, assai pericolosi da trascurare. Infine quando ti fanno gol Ledesma e Mutarelli (che un giorno diranno ad un bambino su una panchina dei giardinetti: “ho fatto gol alla Roma nel derby” e il frugolo si allontanerà dicendo “poi dice che nun è vero che a invecchia’ ce  se rincojonisce e che li vecchi c’hanno le visioni”) devi prendere atto che gli Dei ti sono avversi e piegarti al loro volere. Infausta, difatti, era già la data prescelta: la domenica del ponte dell’Assunta, tradizionalmente dedicata alla composizione del presepe. E si sa, il presepe è l’unica rappresentazione nella quale i pastori sono numerosi e protagonisti.

    January 12

    Dirty Ashes Live @Traffic 13/01

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    SE VOLETE MI TROVATE AGLI STAND DELLE MAGLIETTE...DOBBIAMO ESSERE TROPPI PER SUPPORTARE ER FETTA & CO. MIRACCOMANDO NUMEROSI

    RIFLESSI DALLA TERRA DI MEZZO

    Quando noi andavamo in giro con quelli che Tolkien continuava ad ostinarsi a chiamare libri ma che in realtà erano orrendi laterizi, per qualcuno che stava dall’altra parte gli elfi erano semplicemente “camerati colti”.
    Ci siamo scervellati per anni per capire cosa fosse sta cacchio de terra di mezzo, ma senza successo. Poi l’illuminazione. La terra di mezzo è dove viviamo noi. Più in mezzo di così.
    Oggi per esempio c’hanno detto che un DC9 dell’Itavia è cascato ma che in fin dei conti è una evidenza che si può anche trascurare. Mica se po sapè tutto nella vita.
    In maniera molto più triviale i nostri se so scordati anche loro che le partite durano 90 minuti.
    Ma in fin dei conti se c’è la Federazione che s’è scordata che esiste la Coppa italia, si possono tollerare anche queste piccole amnesie regolamentari.
    Riflettevamo in questi giorni sui destini di tutti quelli che sono passati, o che magari stanno ancora qui, che hanno una eco vastissima e che anche noi abbiamo contribuito a mitizzare.
    Pensare che oggi Samuel è quasi una riserva all’Inter, Emerson non può scendere dal pulman che lo fischiano e che Cassano non lo vuole più nessuno, confessiamo che fa un po’ di impressione.
    Capello poi cartoonizzato e sbeffeggiato, Baldini che nun ne azzecca neanche una manco co i sordi in saccoccia…Insomma una realtà che dalla terra di mezzo sembra uno dei sogni più felici di un povero romanista.
    Certo il film sarebbe perfetto se riuscissimo ad esportare, oltre che la fortuna che ci bacia ogni giorno come cittadini di Roma, anche un po’ di bonomia e di tolleranza che sono il sale della nostra essenza.
    Ma sono doti che purtroppo non riescono a filtrare dalla terra di mezzo.
    E così i nostri fratelli padani, a forza di stare dietro all’extracomunitario e ai “negher”, finiscono a sgozzarsi tra di loro, per un rumore molesto, per un bambino che piange, per quattro soldi lasciati dalla nonna. Incomprensibile e lontano nella terra di mezzo.
    Qualcuno si sentirà autorizzato a domandare se non esistano problemi in questa landa felice.
    Come no? Siamo pieni di problemi.
    Uno dei più grandi è che ci manca la creatività. Ci mancano le idee e ci manca anche un po’ di sincerità.
    Ma a proprio tutti tutti? Diciamo che la sindrome colpisce in massima parte i giornalisti che abitano la terra di mezzo.
    Se chi sa fa, chi non sa insegna, chi dirige un giornale spesso copia.
    E noi facciamo l’acquasantiera. Chi passa, appozza!
    Talento dopo talento, idea dopo idea, addirittura rubrica dopo rubrica e addirittura foto dopo foto.
    Ci viene da pensare che anche le intercettazioni telefoniche per qualcuno siano state una salvezza. Pagine di giornale da riempire solo copiando.
    La Luna si sa, indipendentemente dalla terra di mezzo, è costretta per sua natura a vivere di luce riflessa. Non è colpa di nessuno.
    Evvive la Rome!

    Ad maiora.